Il trasporto merci su rotaia è stato esposto ad aumenti senza precedenti dei costi energetici e si è trovato di fronte a una situazione difficile a causa dei lavori infrastrutturali in corso in tutta la rete europea. Alcuni successi sono stati raggiunti, ma occorre fare di più per indirizzare il trasporto merci ferroviario sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi di trasferimento modale stabiliti nella strategia europea per una mobilità sostenibile e intelligente.

E’ stata attivata in Liguria la nuova galleria Facchini 1 che rappresenta un importante passo avanti per la logistica connessa al porto di Genova e per il traffico delle merci diretto delle merci verso il Nord Europa.

E’ lunga 137 metri e consente di far transitare treni a standard europeo (sagoma PC80/PMO3)

(,coerentemente con la realizzazione dei programmi di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e delle reti Ten-T. I lavori permetteranno anche il ripristino degli itinerari dei treni merci, che torneranno a utilizzare il precedente collegamento liberando l’itinerario alternativo da Genova via Ovada.

L’attivazione della nuova galleria Facchini 1, inserita nel tracciato del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi – Nodo di Genova e collocata nel tratto di linea ferroviaria tra bivio Fegino e bivio Polcevera, in particolare nell’ultimo miglio di accesso ai porti del capoluogo ligure. I lavori sono stati realizzati dal general contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana.

Alla luce del Regolamento (UE) n. 1315/2013 che istituisce un quadro comune per la creazione di reti di interoperabilità evolute nell’Unione, al servizio dei suoi cittadini, con  l’obiettivo  di  rafforzare la coesione sociale, economica e territoriale dell’Unione così contribuendo alla creazione di uno spazio unico europeo dei trasporti e della mobilità, con l’obiettivo di rafforzare il mercato interno, si comunica che è stato pubblicato sulla GU n. 178 del 1° agosto scorso il decreto legislativo 10.07.2023, n. 101 che dà attuazione alla Direttiva (UE) 2021/1187 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 16 agosto 2023 e si applica alle procedure di rilascio delle autorizzazioni necessarie al fine di autorizzare la realizzazione sia progetti rientrati nelle sezioni della rete centrale della rete TEN-T (allegato 1) relativi ai collegamenti transfrontalieri e a quelli mancanti al territorio nazionale, individuati dalla Direttiva (UE) n. 2021/1187; sia altri progetti sui corridoi della rete centrale, individuati dal Regolamento (UE) n. 1315/2013 2013 (il cui costo totale supera i 300.000.000 di euro).

Non sono ammessi i progetti relativi alle applicazioni telematiche, alle nuove tecnologie e alle innovazioni, come disposto dall’ultimo Regolamento riportato.

Dall’Allegato 1 al decreto osservato, emergono numerosi progetti ferroviari da potenziare e realizzare.

Di seguito il link alla GU: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-08-01&atto.codiceRedazionale=23G00109&elenco30giorni=false

Si informa che una nota del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diffusa alla fine della cabina di regia a Palazzo Chigi, riporta una rimodulazione dei progetti di propria competenza.

Sono stati esclusi dai fondi del PNRR la linea ferroviaria Pescara Romadue lotti della Palermo-Catania e una parte degli investimenti per l’Ertms (European rail traffic management system), perché realizzabili con tempi non più compatibili con la scadenza del 2026.

Le risorse saranno dirottate invece su altri lotti delle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania.

Il MIT sottolinea che gli oltre 39 miliardi di risorse finanziarie da destinare alle infrastrutture e ai sistemi di trasporto saranno interamente spesi, come da programma.

Salvini punta a ottenere altri 2 miliardi sui fondi Repower-EU e ha impegnato gli uffici del dicastero di Porta Pia affinché tutte le opere non ricomprese nel PNRR ma ritenute strategiche siano contestualmente finanziate da altri programmi.

Il CNIT contiene, oltre ai risultati delle consuete rilevazioni ed elaborazioni di settore, anche ulteriori, nuove informazioni su infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile.

Tra gli argomenti trattati, si mettono in particolare evidenza, per i trasporti, quelli riguardanti: dati, statistiche ed indicatori relativi a infrastrutture, mezzi, traffico passeggeri e merci per modo di trasporto, mercato dell’automobile, patenti ed esiti degli esami di guida, trasporto pubblico locale, domanda ed offerta di mobilità ed indicatori di mobilità urbana, cantieristica navale, finanziamenti pubblici e spese private di settore, incidentalità stradale, marittima, ferroviaria ed aerea, infrastrutture e mobilità sostenibili per modo di trasporto, altre esternalità derivanti dai trasporti; per le infrastrutture, i lavori pubblici, , opere infrastrutturali di rilevanza nazionale, reti stradali e ferroviarie, porti, interporti ed aeroporti, reti di trasporto trans-europee, reti idriche, andamento del settore delle costruzioni,  programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio, programmi operativi nazionali infrastrutture e reti ecc.

Il CNIT è reperibile al seguente link:

https://www.mit.gov.it/node/18826

Il 13 luglio la commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo (TRAN) ha pubblicato lo studio “Perspectives for the rolling stock supply in the EU”, “Prospettive per la fornitura di materiale rotabile nell’UE”. 

Lo studio fornisce una valutazione della domanda e dell’offerta prevedibile di materiale rotabile fino all’anno 2030 e mette in evidenza gli ostacoli alla fornitura di materiale rotabile che potrebbero potenzialmente ostacolare il raggiungimento degli obiettivi dell’UE nel settore dei trasporti ferroviari, ma anche se risulta necessario incentivarne l’offerta.

Si informa che la Commissione europea ha approvato, nella giornata di ieri, un regime italiano da 125 milioni di € a sostegno dell’acquisto di nuovo materiale rotabile per il trasporto delle merci: il regime, che fa parte del piano nazionale italiano per gli investimenti complementari che integrerà il PNRR con risorse nazionali.

La finalità è quella di modernizzare il parco rotabile utilizzato per il trasporto delle merci, promuovendo così una maggiore sicurezza ed efficienza, il risparmio energetico e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

L’aiuto sarà una forma di una sovvenzione diretta per acquistare nuovi carri merci e locomotive. L’importo coprirà fino al 30 % del costo di acquisto, a condizione che lo stesso numero e lo stesso tipo di vecchi veicoli siano rottamati. Qualora le locomotive nuove non sostituiscano quelle vecchie, l’importo dell’aiuto coprirà fino al 20 % dei costi di acquisto. Inoltre, i beneficiari riceveranno fino a 1 milioni di € per veicolo nuovo acquistato nell’ambito del regime. Il regime, che durerà fino al 31 dicembre 2025, sarà aperto alle imprese ferroviarie e alle società di leasing del materiale rotabile utilizzato sul territorio italiano.  

La decisione sarà resa disponibile, a breve, con il numero SA. 64726 nel registro degli aiuti di Stato sul sito Internet della Commissione dedicato alla concorrenza una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.  

Nella prima conferenza programmatica di Agens, associazione aderente a Confindustria, l’AD di FS, Ferraris, sottolinea che per decongestionare le strade sia sia necessario intervenire sulla rete ferroviaria italiana. FS investirà 125 miliardi in 10 anni: l’ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture è prioritario da nord a sud e sono tante, infatti, le opere, anche nell’ambito del PNRR, vedono il Gruppo FS impegnato ad aumentarne la capacità per trasferire in modo efficiente passeggeri e merci. L’obiettivo è quello di far crescere la ferrovia del 20% in 10 anni, sviluppando anche la logistica del primo e ultimo miglio.

Nessun cantiere bloccato, zero lavori rinviati e 2,5 miliardi destinati ad accelerare i cantieri strategici che già oggi hanno bisogno di risorse e beneficiano anche del PNRR.

Il MIT informa che, in accordo con RFI, proporrà al CIPESS del 20 luglio p.v. l’utilizzo di tutti i fondi disponibili e accantonati (ma nei fatti congelati almeno fino al 2024) per impiegarli subito e garantire la giusta liquidità alle imprese.

Da parte del MIT c’è l’impegno di finanziare tutte le opere nel rispetto dei cronoprogrammi. Nello specifico, verranno accelerati alcuni interventi non rinviabili, tra cui il nodo di Genova e Terzo Valico dei Giovi, adeguamento prestazionale e upgrading corridoio TEN-T Baltico-Adriatico e Mediterraneo e linee afferenti, corridoio TEN-T, Scandinavia – Mediterraneo porti Adriatico e Mezzogiorno e linee afferenti, programma nazionale ERTMS, telecomunicazioni e GSM-R, adeguamento prestazionale e upgrading corridoio TEN-T Scandinavia – Mediterraneo porti Tirreno e linee afferenti, upgrading infrastrutturale e tecnologico nodo di Milano, Roma e Firenze, porto di Trieste vari upgrading infrastrutturali e tecnologici nodi-bacini- direttrici.

Informiamo che la Commissione Europea ha presentato lo scorso 11 luglio il Greening Freight Package che contiene misure dirette a rendere il trasporto merci più efficiente e sostenibile, attraverso una migliore la gestione dell’infrastruttura ferroviaria, con incentivi per l’utilizzo di autocarri a basse emissioni e fornendo migliori informazioni sulle emissioni di gas a effetto serra del trasporto merci.

La finalità delle tre proposte legislative presentate è l’aumento dell’efficienza all’interno del settore, contribuendo all’obiettivo di ridurre le emissioni dei trasporti del 90% entro il 2050, come stabilito nel Green Deal europeo, consentendo allo stesso tempo al mercato unico dell’UE di continuare a crescere.

Si allega proposta di Regolamento sulla capacità finanziaria.