L’intervento del Presidente Legnani presso la Conferenza ALDAI – Ordine Ingegneri del 14 febbraio

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La Commissione europea ha approvato il piano della Germania da 1,1 miliardi di euro per compensare gli operatori del trasporto ferroviario che utilizzano la trazione elettrica nel contesto del recente aumento dei prezzi dell’elettricità. È quanto fa sapere l’esecutivo comunitario in una nota. La misura contribuirà a garantire che il settore ferroviario rimanga competitivo preservando al contempo le prestazioni ambientali delle ferrovie elettriche, in linea con gli obiettivi della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente della Commissione e del Green Deal europeo.

L’aiuto assumerà la forma di riduzioni mensili delle bollette dell’elettricità degli operatori del trasporto ferroviario di merci e passeggeri. I fornitori di energia elettrica saranno quindi rimborsati dallo Stato tedesco solo per il sostegno economico fornito agli operatori del trasporto ferroviario. Il regime coprirà l’elettricità consumata tra il primo gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023.

“Questo piano da 1,1 miliardi di euro – ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Margrethe Vestager – consentirà alla Germania di supportare la trazione elettrica che rappresenta una modalità di trasporto più sostenibile a livello ambientale. Aiuterà la Germania a realizzare i propri obiettivi nell’ambito del Green Deal europeo riducendo, allo stesso tempo, i crescenti costi dell’elettricità per gli operatori dei trasporti e apportando benefici ai passeggeri”.

Lastampa.it

Verso un decreto infrastrutture per regolamentare gli interporti. Lo ha annunciato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, nel corso di un evento ad Ancona per celebrare i 120 anni delle Frittelli Maritime Group.

Secondo Rixi, il decreto darà linee guida per integrare i flussi di traffico nelle varie intermodalità, creando ridondanze e direttrici prevalenti sulle merci e realizzando anche l’integrazione reale della rete. Il trasporto ferroviario, che in Italia ha sempre puntato più sui passeggeri che sulle merci, dovrà essere ripensato in parte.

Una regolamentazione nazionale e prospettica degli interporti

Il vice ministro ha anche sottolineato l’importanza di evitare che la crescita dei porti-città come Ancona comporti esternalità negative che ricadano sulla cittadinanza, rischiando di bloccare opere importanti a livello nazionale.

Rixi ha infatti sottolineato la necessità di contemperare le esigenze del porto a crescere con la tutela dell’ambiente e del territorio circostante, puntando sulla realizzazione di “ultimo miglio” ferroviari. Secondo Rixi, un governo coeso e con una visione unitaria sarà in grado di gestire l’intera situazione e di garantire una regolamentazione nazionale e prospettica degli interporti.

Trasporti-Italia.com

Il “tema infrastrutture in Italia non viene affrontato con una visione da almeno 25 anni, purtroppo fa sei accumulati ritardi e sappiamo bene che colli di bottiglia nel nostro sistema infrastrutturale ci sono nelle Marche e in varie altre aree del Paese”. Così il vice ministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi che ha partecipato nel pomeriggio al Teatro delle Muse ad Ancona alla celebrazione per i 120 anni della Frittelli Maritime Group, azienda storica del settore marittimo con 100 milioni di euro di fatturato e 600 dipendenti.

Sulle infrastrutture, ha insistito Rixi, “bisogna dare delle risposte immediate, in parte lo abbiamo fatto ad esempio con i tavoli creati al ministero sui cantieri autostradali”; “purtroppo quando si interviene su opere in esercizio qualsiasi lavoro viene fatto – ha ammesso il vice ministro – ha la conseguenza di disagi e aumento di pericolosità della circolazione stradale. Rivedremo in parte alcune norme ma dobbiamo anche pensare al futuro”. Rixi ha parlato di “terza corsia” A14″ ma anche di “pensare di cambiare alcune regole ai concessionari per poter avere opere nei prossimi anni di carattere autostradale e guardare anche la viabilità statale”.

Il vice ministro ha auspicato “un’accelerazione da parte di Anas del completamento di alcune opere che potrebbero consentire di dirottare alcuni flussi di traffico”. C’è poi il tema “dorsale ferroviaria che è importante e siamo in una delle arterie trainanti del paese da nord a sud: su questo come ministero – ha ribadito – continueremo a insistere devono messe a regime un ‘ferro-bonus’ e un ‘mare-bonus’ per consentire di portare gran parte del traffico pesante su ferrovia e su mare dove grazie al cielo basta mettere una linea di navigazione. Quando si lavora – ha concluso – dobbiamo avere la capacità di svuotare alcune arterie altrimenti la difficoltà di riuscire a fare interventi importanti di riqualificazione in tempi celeri diventa un’impresa praticamente impossibile”

ANSA

La filiale italiana del gruppo ferroviario francese studia tre nuove rotte con l’Europa.

Ordine per otto locomotori ad Alstom: investimento da 32 milioni di euro.

Ricavi record e nuovi investimenti Dopo il biennio 2020-2021 di sostanziale stasi dei traffici, dovuta all impasse causata dal Covid, nel 2022 il gruppo Captrain Italia è tornato a crescere e a superare ampiamente i risultati pre-pandemia del2019. Nell anno appena trascorso, la filiale italiana delle ferrovie statali francesi Sncf ( Société nationale descheminsde fer francais) ha toccato un record di circa 120 milioni di euro di fatturato, con una crescita rispetto al 2021 di oltre il 15%, confermandosi il secondo operatore italiano del settore ferroviario cargo alle spalle dell ex monopolista Mercitalia (Gruppo Fs) e davanti a Cfi- Compagnia ferroviaria italiana. Attualmente, Captrain vanta in Italia una quota di mercato dell 11,4% (espressa in treni chilometro). Esiti incoraggianti anche a livello finanziario: nel 2022ilrisultato netto del gruppo presenta un leggero utile dopo due anni contrassegnati da numeri negativi. Captrain Italia dispone di una flotta di oltre 60 locomotori con una forza lavoro di 530 dipendenti: macchinisti, personale di verifica e manovratori.

I risultati del 2022, spiegano fonti del gruppo di Assago (Milano), sono stati ottenuti nonostante alcune difficoltà operative e di sistema non indifferenti. Dice Mauro Pessano, amministratore delegato della società: «Il 2022 è stato segnato dall’aumento esponenziale dei costi dell’energia che hanno fatto crescere in maniera importante i pedaggi di Rfi. A tali difficoltà si è aggiunta la cancellazione, da parte del governo italiano, di numerosi sussidi precedentemente erogati per il trasporto ferroviario, caso pressoché unico in una Europa che, quantomeno come obiettivo a parole, vuole invece trasferire su ferro quote importanti di trasporto attualmente ancora su strada. I nostri competitor internazionali sottolinea Pessano possono invece contare su sconti sulle tracce che al sistema Italia sono stati progressivamente ridotti, per non dire quasi cancellati». Nel corso del 2022, Captrain Italia ha consolidato la sua vocazione internazionale, avviando nuovi servizi di trasporto verso Nord ed Est Europa. La filiale italiana di Sncf si è confermata dunque operatore di riferimento ai valichi di frontiera di Domodossola (per la Svizzera) e Villa Opicina (per la Slovenia), oltre naturalmente, a quelli di Modane e Ventimiglia (entrambi per la Francia) e ha incrementato i propri servizi attraverso il valico del Brennero (per l’Austria). Per quanto riguarda invece le merceologie trasportate, l’impresa ferroviaria franco italiana ha mantenuto il primato nel settore delle merci pericolose ed ha incrementato le proprie quote di mercato nella siderurgia e nell’intermodale. Dice ancora Pessano: «La sfida per il 2023 è continuare e migliorare il nostro percorso di crescita, in linea con il piano industriale, che contempla importanti investimenti: sono state ordinate 8 nuove locomotive Traxx fabbricate da Alstom (ex Bombardier) che arriveranno nel 2024, oltre alle 5 che ci saranno consegnate già nel corso di quest’anno». L’investimento per gli 8 nuovi locomotori sarà di 32 milioni di euro. Inoltre, sempre nel corsodel2023, Captrain Italia prevede di lanciare tre nuovi collegamenti internazionali tra l’Italia e l’Europa.

 Il Sole 24 Ore

Captrain Italia, filiale della compagnia ferroviaria merci controllata dalla francese Sncf, ha chiuso il bilancio del 2022 con un fatturato di circa 120 milioni di euro, pari a un aumento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Supera anche il valore prepandemico, ossia quello del 2019, e si pone alle spalle di Mercitalia. Il bilancio presenta anche un leggero utile, nonostante il forte aumento del costo dell’energia subito lo scorso anno e dopo due anni in rosso a causa della pandemia di Covid-19.

In una nota, la società commenta che nel 2022 ha raggiunto “un traguardo di un certo rilievo, tagliato nonostante alcune difficoltà operative e di sistema non indifferenti: i primi mesi dell’anno passato sono infatti stati caratterizzati dalla decisione di Ansfisa di limitare la velocità dei convogli su cui viaggiavano carri con suole sintetiche, una misura altamente penalizzante che ha imposto un dispendio di mezzi e personale quasi doppi rispetto al preventivato”.

Oltre all’aumento dell’energia, che ha provocato un aumento dei pedaggi di Rfi, nel 2022 “si è aggiunta la cancellazione – da parte del Governo italiano – di gran parte dei sussidi precedentemente erogati per il trasporto ferroviario, caso pressoché unico in una Europa che (quantomeno come target a parole) vuole invece trasferire su ferro quote importanti di trasporto attualmente ancora su gomma”.

L’amministratore delegato di Captrain Italia, Mauro Pessano, spiega che “il risultato positivo nel 2022 deriva essenzialmente da due componenti: il grande impegno di tutto il personale e la continua fiducia da parte dei nostri clienti. A loro va un ringraziamento particolare perché hanno compreso e accettato variazioni ai contratti in essere per affrontare insieme il problema serio del ‘caro energia”. Egli aggiunge che “purtroppo, dalle istituzioni italiane non abbiamo avuto lo stesso supporto, visto che i nostri competitor internazionali possono invece contare su sconti sulle tracce che al sistema Italia sono stati progressivamente ridotti, per non dire quasi cancellati, e con importanti ritardi nella tempistica della loro erogazione”.

Nel 2022, la compagnia ha potenziato i collegamenti internazionali, attivandone di nuovi per l’Europa settentrionale e orientale. I suoi treni viaggiano attraverso i valichi di Domodossola per la Francia, Villa Opicina per la Slovenia, Modane e Ventimiglia per la Francia e Brennero per l’Austria. Nel corso dell’anno, ha mantenuto la sua forte posizione nelle merci pericolose e ha aumentato le quote di mercato nel siderurgico e nell’intermodale.

Nel 2023, Captrain Italia vuole continuare a crescere, grazie anche a cinque nuovi locomotori Alstom Traxx 494LM che arriveranno entro la fine dell’anno e cui se ne aggiungeranno otto nel 2024. Pessano afferma che la società aumenterà l’efficienza con l’obiettivo di ridurre i costi, “senza però intaccare la forza lavoro, che è il nostro maggiore patrimonio”.

TrasportoEuropa.it

L’Associazione FerCargo si conferma punto riferimento delle Imprese Ferroviarie Cargo operanti in Italia: dal 2023 entra in Associazione anche l’impresa Ferroviaria LTE Italia. La Confederazione del Cargo Ferroviario, alla quale aderiscono le Associazioni FerCargo, Assorotabili, FerCargo Terminal e FerCargo Manovra, consente di rappresentare il settore ferroviario nella sua complessità e di contribuire al perseguimento degli obiettivi di riequilibrio modale fissati a livello europeo.

“Stiamo lavorando sodo per rendere le ferrovie autonome! Sfortunatamente, la nostra soluzione non è ancora disponibile. Non esitate a contattarci se volete saperne di più sulla nostra tecnologia Full self-driving per il trasporto ferroviario”. È con questo annuncio contenuto nel proprio sito aziendale che la Otiv, una società con sede a Gent in Belgio, con prudente realismo ma anche con uno sguardo ottimista rivolto in avanti, annuncia quello che sarà il prossimo passo verso la conduzione autonoma dei treni e in particolare di quelli merci. Otiv è una start-up che si occupa a 360 gradi di automazione nei trasporti e finora ha studiato e proposto soprattutto soluzioni tecnologiche di assistenza alla guida, ma ora si appresta al salto in avanti.

Gli specialisti belgi hanno stretto un’intesa con la società olandese Mobility42 e con la malese Rail Systems Engineering per arrivare a definire un prototipo operativo da sviluppare insieme a un’impresa ferroviaria europea. Otiv si è prefissata un tempo massimo di due anni e ha prenotato l’utilizzo della Betuweroute, la linea ferroviaria merci ad alta capacità che collega Rotterdam con il confine tedesco a Zevenaar. Qui sarà testato il primo treno merci autonomo in composizione pesante.

Le condizioni della Betuweroute sono ideali in quanto in questa fase si potranno sfruttare in tutta sicurezza le caratteristiche di questo corridoio ferroviario senza rischi di interferenze. Non a caso questa linea è stata usata anche in passato come banco di prova per testare diverse soluzioni tecnologiche in quanto non è costellata da stazioni, non presenta passaggi a livello e offre numerosi attraversamenti protetti per la fauna selvatica in modo da azzerare il rischio di eventuali investimenti.

Il treno merci autonomo, indicato dall’azienda belga come livello tre (Otiv.Three) fa tesoro dell’evoluzione tecnologica costituita dalle due fasi precedenti. In particolare, nella prima (Otiv.One) era stato messo a punto un dispositivo per il rilevamento remoto degli ostacoli che può equipaggiare soprattutto i locomotori da manovra. Test con esiti positivi sono stati condotti insieme alle ferrovie francesi Sncf, alle tedesche DB e alle olandesi NS e ProRail.

In seguito, è stato messo a punto un sistema di assistenza alla guida (Otiv.Two) che in una prima fase si è deciso di testare su tram e veicoli ferroviari leggeri in collaborazione con imprese di trasporto spagnole. Ora arriva la sfida più impegnativa, quella di garantire la guida autonoma di un treno merci pesante in piena linea e non in un semplice raccordo. Questo progetto viene sviluppato insieme al consorzio Remoot e utilizzerà nelle prove la Betuweroute dove si testerà sia la guida completamente autonoma, sia il controllo remoto del treno. Otiv ha già trovato investitori finanziari a supporto del progetto a dimostrazione dell’interesse legato a questa innovazione tecnologica. Inutile sottolineare i possibili vantaggi in termini di riduzione dei costi per una tradotta merci senza conducente guidata da una sala operativa a distanza.

TrasportoEuropa.it

Le criticità del comparto ferroviario per le necessarie azioni correttive

L’Associazione FerCargo si conferma punto riferimento delle Imprese Ferroviarie Cargo operanti in Italia: dal 2023 entra in Associazione anche l’impresa Ferroviaria BLS Cargo Italia. 

La Confederazione del Cargo Ferroviario, alla quale aderiscono le Associazioni FerCargo, Assorotabili, FerCargo Terminal e FerCargo Manovra, consente di rappresentre il settore ferroviario nella sua complessità e di contribuire al perseguimento degli obiettivi di riequilibrio modale fissati a livello europeo. 

Per maggiori informazioni è possibile consultare www.confercargo.it e partecipare ai prossimi eventi che vedranno la partecipazione di FerCargo.