L’Associazione FerCargo si conferma punto riferimento delle Imprese Ferroviarie Cargo operanti in Italia: dal 2023 entra in Associazione anche l’impresa Ferroviaria BLS Cargo Italia. 

La Confederazione del Cargo Ferroviario, alla quale aderiscono le Associazioni FerCargo, Assorotabili, FerCargo Terminal e FerCargo Manovra, consente di rappresentre il settore ferroviario nella sua complessità e di contribuire al perseguimento degli obiettivi di riequilibrio modale fissati a livello europeo. 

Per maggiori informazioni è possibile consultare www.confercargo.it e partecipare ai prossimi eventi che vedranno la partecipazione di FerCargo.

Parte il corridoio ferroviario merci tra Grecia e Bulgaria

Si avvicina ai blocchi di partenza il progetto per realizzare un corridoio ferroviario merci tra la Grecia settentrionale e la Bulgaria ai confini con la Romania. L’obiettivo di Sea2Sea, questo il nome dato al programma, è sviluppare una direttrice ferroviaria che colleghi i porti greci di Thessaloniki (Salonicco), Kavala e Alexandroupoli (Alessandropoli) con i porti bulgari del Mar Nero di Burgas e Varna ed estendendosi fino al confine bulgaro-rumeno di Ruse, il maggiore porto fluviale sul Danubio in Bulgaria. Secondo le autorità greche per fare di quest’area un centro logistico diffuso è essenziale connettere i porti con la ferrovia in una visione che abbraccia tutto lo spazio geografico dall’Egeo al Mar Nero.

Le merci in container che potrebbero beneficiare del nuovo collegamento ferroviario, secondo una prima stima, valgono 650 milioni di euro l’anno. Grecia e Bulgaria intendono costituire una società mista per gestire il progetto che potrebbe essere sostenuto finanziariamente dall’Europa attraverso il programma Connecting Europe Facility, rivolto proprio a questo tipo di interventi.

La prima a muoversi sarà la Grecia in quanto ha già delineato un primo pacchetto di opere da realizzare entro il 2027-2028 dove si prevede che i relativi contratti di costruzione saranno firmati nel corso del 2023. Con un investimento di circa quattro miliardi di euro si interverrà sui collegamenti ferroviari tra Thessaloniki e Toxotes, centro posto a poco più di una trentina di chilometri a nord-est di Kavala, e un secondo segmento che va da Alexandroupoli a Ormenio, la località più settentrionale di tutta la Grecia a una manciata di chilometri dal confine con la Bulgaria.

In particolare, la prima tratta che vale quasi 1,7 miliardi di euro prevede la costruzione di una nuova linea ferroviaria elettrificata e a standard europeo lunga poco più di 200 chilometri che completa il corridoio ferroviario tra Thessaloniki e Kavala con la rete ferroviaria greca esistente. Questa nuova direttrice ridurrà di tre ore i tempi di transito tra Thessaloniki e Alexandroupoli.

Il secondo intervento invece va da quest’ultima località a Ormenio e comporta una spesa di poco superiore al miliardo di euro. In questo caso verrà ristrutturata e potenziata la linea ferroviaria esistente, ora a binario singolo, lunga poco meno di 180 chilometri, che sarà quindi raddoppiata ed elettrificata secondo lo standard europeo. Questo secondo intervento ha una forte valenza transfrontaliera in quanto coinvolge direttamente Grecia e Bulgaria, ma sullo sfondo anche la Turchia, in quanto tocca un’area geografica caratterizzata da tre confini di stato.

Trasportoeuropa.it

Bologna L’ Emilia-Romagna punta sui treni merci. A disposizione c è un bando da 6,4 milioni di euro, di cui il 10% sarà riservato anche al trasporto fluviale e fluvio marittimo. Fondi, come annuncia la Regione, indirizzati agli operatori del trasporto multimodale e alle aziende logistiche per il triennio 2023-25 con l obiettivo di spostare sempre più camion dalle strade. Del resto trasportare merci su gomma ha un costo esterno 21 volte più elevato rispetto al trasporto ferroviario e provoca un consumo di energia di 2,5 volte superiore al trasporto su ferro, a parità di tonnellate movimentate. E i benefici ambientali ottenuti dal 2009a oggi spostando le merci dalla gomma al ferro si possono riassumere in un risparmio di emissioni di 220.000 tonnellate diCO² equivalenti e oltre 30.000 chili di Pm, particelle di polvere che rimangono sospese nell’ aria e sono dannose quando inalate. Con questo nuovo bando la Regione prevede di spostare dalle strade alla ferrovia oltre 4,8 milioni di tonnellate di merci paria circa 173.000 veicoli diesel pesanti

Gazzetta Di Modena

Alla tratta Segrate-Nola si aggiunge la Piacenza-Nola

Gts, l’operatore intermodale pugliese, completa l’insediamento nel Terminal Intermodale di Nola (TIN) con le 7 corse su Piacenza, fino ad oggi in arrivo a Marcianise, e che dal 15 febbraio arriveranno a Nola. 

Solo il mese scorso Gts aveva trasferito i suoi treni per Segrate, dal terminal di Marcianise a quello di Nola, ridando fiato al terminal campano a seguito dell’inaspettato stop dei treni di Isc. Inserendo il nuovo treno Nola – Piacenza, la società conferma di voler puntare sul terminal dell’Interporto Campano.

Fabio Piliego, responsabile commerciale Gts “Con la nuova tratta Nola – Piacenza e da lì la prosecuzione giornaliera per Zeebrugge, completiamo la nostra offerta sul versante tirrenico, che consiste in due treni al giorno compresi sabato e domeniche,  che collegano la Campania con il nord Italia in 24 ore e con il Benelux e il Regno Unito in 48/72 ore, riuscendo a movimentare da/per la Campania ben 780 container a settimana, per un totale di oltre 36.000 unità/anno. Il vantaggio è un servizio di trasporto rispettoso delle persone e dell’ambiente, che non produce costi alla comunità che ci ospita, ma al contrario, permette uno sviluppo economico sostenibile e pulito.

Nuova relazione nel network di Compagnia Ferroviaria Italiana.

L’azienda ha infatti annunciato l’avvio di un nuovo servizio intermodale tra il suo terminal di Fiorenzuola d’Arda (in provincia di Piacenza) e Nola, presso lo scalo all’interno dell’Interporto Campano. Il collegamento, che ha debuttato ieri, ha attualmente una frequenza trisettimanale ma l’azienda conta di renderla giornaliera “a strettissimo giro”

La trazione ferroviaria è affidata a Cfi Spa

Supplychainitaly.it

“In Italia la rotaia rappresenta una quota di appena il 13%, a fronte della media europea ben più alta del 18% e ad un obiettivo di lungo termine del 30%; il settore ha bisogno di politiche e strumenti dedicati, che sostengano effettivamente lo shift modale”

Roma – “Alle forze che compongono il nuovo governo abbiamo presentato già in campagna elettorale una serie di richieste su alcuni temi fondamentali: dall’autotrasporto al trasporto marittimo, dal cargo aereo a quello ferroviario, dai servizi postali allo sportello unico doganale, dal Pnrr all’alleggerimento della pressione fiscale, dalle politiche del lavoro alle semplificazioni. In particolare, per quanto riguarda la portualità i problemi di competitività dell’Italia rispetto all’estero risalgono ad una riforma portuale rimasta ancora per molti aspetti inattuata”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, alla testata specializzata diretta da Teodoro Chiarelli ShipMag.

“Permane – denuncia De Ruvo –  l’assenza storica di una strategia nazionale per la portualità, in particolare sull’individuazione dei porti di interesse nazionale, che eviti la dispersione di risorse a pioggia, e sui criteri di selezione degli investimenti infrastrutturali e di valutazione dei piani regolatori dei porti, che non possono rappresentare entità disconnesse dal funzionamento del sistema economico e sociale. A distanza di quasi 30 anni dalla legge di riforma portuale (legge n. 84/1994), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finalmente adottato il decreto che stabilisce la disciplina per il rilascio delle concessioni demaniali, di cui all’art. 18 della stessa legge, e alla determinazione dei relativi canoni”.

“Tuttavia, il provvedimento  – spiega il presidente di Confetra – per la sua rilevanza e complessità pone una serie di questioni interpretative che dovrebbero essere sciolte quanto prima dal MIT, anche alla luce delle consultazioni in corso con le organizzazioni del settore, mentre per i canoni demaniali abbiamo bisogno di misure urgenti di congelamento degli adeguamenti all’inflazione, per evitare ripercussioni insostenibili su bilanci aziendali già alle prese incrementi rilevanti dei costi, a partire da quelli energetici. Un altro tema, sul quale abbiamo spesso posto l’attenzione e che auspichiamo possa entrare nell’agenda del nuovo Governo, è quello del cargo ferroviario, che in Italia rappresenta una quota di appena il 13%, a fronte della media europea ben più alta del 18% e ad un obiettivo di lungo termine del 30%; il settore ha bisogno di politiche e strumenti dedicati, che sostengano effettivamente lo shift modale, ma attualmente rischia di perdere ulteriori quote di mercato a causa del caro energia e della contraddizione secondo cui il ferroviario non è considerato energivoro, per cui agli operatori del settore, primi consumatori di energia elettrica, non è consentito l’accesso ai contributi riconosciuti alle imprese energivore”.

Il Secolo XIX

Guarda l’intervento del Presidente Legnani durante l’evento promosso da Unioncamere e Uniontrasporti.

L’intervento del Presidente Legnani promosso da Unioncamere e Uniontrasporti

Scarica i documenti: Struttura tecnica di missione del MIT – “a che punto siamo con opere e riforme per la ripresa del Paese”

RFI – “Ferrovie e trasporto intermodale” 

Infrastrutture e logistica al centro delle dinamiche dell’economia internazionale: il ruolo dell’Italia

La Spagna continua a investire in una prospettiva che mette insieme i porti mediterranei, nuovi raccordi con la ferrovia a standard europeo e il corridoio Ten-T Mediterraneo, vale a dire l’asse principale tra la penisola iberica, la Francia e il resto dell’Europa. Il gestore della rete ferroviaria Adif, la società statale responsabile della gestione dei porti pubblici Puertos del Estado e l’Autoridad Portuaria de Castellón hanno firmato un accordo per completare l’accesso ferroviario meridionale al porto commerciale della capitale di Castellón (Castelló in valenzano). Saranno investiti 132 milioni di euro di cui 71,7 da parte delle ferrovie e 60,3 come quota del porto, ma in realtà si tratta per buona parte di fondi legati al piano Next Generation EU.

Le nuove opere completano quelle già in corso da parte di Adif per un valore che supera i cento milioni di euro e precisamente un raccordo ferroviario di 4,7 chilometri tra il corridoio Mediterraneo e il futuro scalo intermodale. Ora sarà realizzata una nuova tratta ferroviaria di 3,6 chilometri utile sia come accesso esterno sia come rete interna al porto. I lavori prevedono anche la posa di un ulteriore binario elettrificato lungo 8,3 chilometri tra i due lotti, oltre a tutti gli impianti per la trazione elettrica, il segnalamento e la sicurezza.

Il nuovo accesso ferroviario al porto commerciale di Castellón, situato a una sessantina di chilometri a nord di Valencia, rappresenta un tassello essenziale per lo sviluppo del corridoio Mediterraneo. Il raccordo esclusivamente destinato ai treni merci sarà gestito per la parte esterna da Adif, mentre il segmento localizzato all’interno del porto sarà di pertinenza dell’autorità portuale. Lo scalo rispetta lo standard europeo per treni lunghi 750 metri e adotterà, come il primo lotto già in fase di costruzione, il doppio scartamento, largo di tipo spagnolo e standard europeo di 1435 mm per evitare rotture di carico e inserire in modo sempre più efficiente la rete spagnola nei corridoi ferroviari merci europei. L’Autoridad Portuaria sta elaborando anche il progetto di costruzione della stazione intermodale che si collega direttamente con il nuovo accesso meridionale del porto. Un ulteriore lotto di lavori contempla una bretella che consentirà ai treni merci di invertire la marcia anche verso nord.

Sempre in Spagna, il gestore della rete ferroviaria Adif ha avviato la gara d’appalto per assegnare la gestione del terminal merci di La Llagosta, a nord di Barcellona. Per adeguare e potenziare il nodo logistico multimodale le ferrovie hanno già investito 82 milioni di euro. Il centro ha una superficie di oltre 105mila mq dei quali oltre 85mila sono costituiti dal terminal merci, affiancato da un’area disponibile per eventuali ampliamenti di quasi 60mila mq. L’importo messo a gara è di 16,6 milioni di euro con una durata contrattuale di vent’anni, prorogabili per altri venti. Il terminal rispetta gli standard europei per treni da 750 metri ed è collegato alla rete ferroviaria locale a doppio scartamento ma sarà interconnesso direttamente anche al corridoio Mediterraneo con un raccordo a scartamento europeo.

TrasportoEuropa

Sangritana oggi si presenta al pubblico nella sua veste nuova di vettore cargo con tutte le carte in regola per diventare un importante protagonista del settore. Un azienda dinamica in costante crescita, con una dirigenza giovane che guarda al territorio ed all ambientee che si pone al servizio nel centro Italia di piccole aziende e di gruppi multinazionali. Un processo di crescita che vede nel 2019 una tappa fondamentale nella trasformazione del suo core business nel trasporto merci e nella logistica integrata che le ha permesso di sviluppare know how ed elevati standard qualitativi, che l hanno portata ad acquisire contratti con importanti aziende nazionali ed estere (Hupac, Stellantis, Captrain, Gefco, Eni, ArsAltmann, WalterTosto, Honda, Trigano).

Grazie a una grande capacità di integrazione logistica e una elevata flessibilità, la Sangritana Cargo oggi svolge un importante ruolo di integrazione delle aziende abruzzesi nei network internazionali consentendo a imprese regionali di aumentare la competitività nel segno di una transizione ecologica e proiettandole verso il futuro, sempre più connesso, sostenibile, efficiente, intelligente e intermodale. Grazie ai recenti accordi commerciali sono stati attivati canali di trasporto intermodale che lungo la direttrice adriatica congiungono la nostra regione con i mercati del Far st attraverso il porto di Trieste e con l Europa Centrale (Germania, Polonia, Slovacchia).

IL FUTUROÈ GREEN La ferrovia è l opzione più sostenibile per il trasporto di merci su lunghe distanze. Un singolo treno merci è in grado di risparmiare 25 tonnellate di CO2 e sottrae più di trenta Tir al traffico autostradale. A differenza dei mezzi su gomma, i treni trasportano grandi quantità di merci con l abbattimento delle emissioni del 75% rispetto agli altri vettori, con benefici per l ambientee per i costi. Un vantaggio enorme soprattutto per la nostra regione che ha la necessità di decongestionare il traffico di mezzi pesanti sulla direttrice adriatica ormai prossima al collasso, come spiega il presidente Alberto Amoroso.

Presidente, qual è la mission di Sangritana?

Mettersi al servizio del tessuto imprenditoriale regionale garantendo alle imprese quei servizi e quelle opportunità che spesso sono determinanti nelle scelte imprenditoriali dei grandi e piccoli gruppi industriali. Da quando mi sono insediato, io ed il mio staff abbiamo cercato numerosi contatti con le maggiori realtà industriali regionali mettendo loro a disposizione tutta la nostra professionalità e flessibilità. Collaboriamo con le principali realtà del territorio come Stellantis, Walter Tosto, Honda, Trigano, offrendo loro un servizio efficiente, puntuale, sostenibile e soprattutto a costi notevolmente inferiori. Recentemente abbiamo annunciato la realizzazione dei collegamenti con la Polonia e con il Porto di Trieste, due nodi di estrema importanza per il settore automotive.

Ci parli dell azienda. Rispondo con uno slogan: Sangritana è in partenza per il futuro. Il nostro passato è un secolo di storia, il nostro futuro è rappresentato da 99 dipendenti giovanissimi (vantiamo un età media inferiore ai 35 anni) molti provenienti da altre regioni d Italia. Il piano industriale prevede importanti investimenti, che già nel 2023 si concretizzeranno nella consegna di cinque locomotive di cui quattro elettriche, dotate anche del moduloa batterie per la manovra, e una dieselelettrica.

Lei ha dichiarato che Sangritanaè un partner strategico per l economia abruzzese. In che modo?

Sangritana opera nel trasporto intermodale, che si basa sull integrazione di diversi mezzi di trasporto: treni, camion, navi e aerei. Questi vettori, se coordinati, creano una rete di trasporto più efficiente e sostenibile. Operiamo nei tre principali scali abruzzesie grazie un servizio ferroviario multicommodity e multi-cliente e importanti a partnership internazionali, riusciamoa collegare l Abruzzo con i principali nodi europei offrendo alle nostre imprese nuove opportunità di accesso ai mercati sia per l approvvigionamento delle merci che per la distribuzione dei prodotti finiti. Il nostro servizio è estremamente flessibile ed è alla portata anche di piccole aziende che grazie a noi possono aumentando la propria connotazione verde ed efficientare la catena di fornitura.

Il presidente Amoroso: «Garantiamo alle imprese servizi e opportunità determinanti nelle scelte dei gruppi industriali»

Redazione Il Centro