Il trasporto merci su rotaia è stato esposto ad aumenti senza precedenti dei costi energetici e si è trovato di fronte a una situazione difficile a causa dei lavori infrastrutturali in corso in tutta la rete europea. Alcuni successi sono stati raggiunti, ma occorre fare di più per indirizzare il trasporto merci ferroviario sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi di trasferimento modale stabiliti nella strategia europea per una mobilità sostenibile e intelligente.

La Commissione Trasporti, nell’ambito dell’esame, in sede di relazioni al Parlamento, dei contratti di programma stipulati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la società Rete ferroviaria italiana spa per il periodo regolatorio 2022-2026 – parte servizi e parte investimenti, ha svolto le seguenti audizioni:

ore 11 Assoutenti, Cittadini per l’aria e Fiab;
ore 11.30 Associazione operatori ferroviari e intermodali (Assoferr), Associazione trasporti (Asstra), Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica (Confetra), Associazione FerCargo, Associazione operatori nel trasporto ferroviario merci (Fermerci), Associazione ferroviaria (Adfer), Associazione Nazionale Costruttori Edili Ferroviari Riuniti (ANCEFERR).

https://youtu.be/c9hw7ovPntU

Operazioni ferroviarie più efficienti e competitive grazie alla trasformazione digitale e all’automatizzazione. A dicembre 2025 sarà applicato l’accoppiamento automatico digitale nel trasporto ferroviario di merci, una componente per agganciare e sganciare automaticamente materiale rotabile in un treno merci sia fisicamente che digitalmente.

Lo ha annunciato Maja Bakran Marcich, rappresentante della Direzione generale della mobilità e dei trasporti (Dg Move) della Commissione Ue, in commissione Trasporti (Tran) del Parlamento europeo.

“Siamo leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, ma siamo assolutamente sicuri che tutto verrà completato entro la scadenza per poter trasformare il settore dei trasporti”, ha detto.

Un fattore essenziale per un trasporto merci su ferrovia moderno e digitale

Un sistema di trasporto ferroviario di merci più efficiente, sostenibile e competitivo è indispensabile per soddisfare le esigenze correlate sia alla protezione del clima sia all’aumento dei volumi di trasporto.

E oggi l’accoppiamento a vite è ancora il sistema di aggancio standard per i treni merci nei paesi europei: l’operazione è effettuata manualmente da un tecnico che deve salire sui carri per agganciarli e sganciarli, procedura faticosa e potenzialmente pericolosa.

L’accoppiamento automatico digitale diventa quindi un fattore essenziale per un trasporto merci su ferrovia moderno e digitale in Europa. Non solo aumenterà l’efficienza grazie ai processi di automazione, ma garantirà una trasmissione sicura dei dati in tutto il treno.

Trasporti-Italia.com

Il progetto ha visto la partecipazione di un consorzio di attori regionali e nazionali di primissimo livello, con capofila Consorzio ZAI (Interporto di Verona) e in qualità di partner la Regione del Veneto, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale (Porti di Venezia e Chioggia)

FerPress.it

Contributo della provincia di Bolzano a sostegno del trasporto ferroviario merci.

Via libera all’erogazione, fino al 2025, del contributo della provincia di Bolzano a sostegno del trasporto ferroviario merci (accompagnato e non accompagnato) tra il Brennero e Salorno. La Commissione Europea ha infatti dato il suo benestare alla misura – che prevede da parte dell’ente uno stanziamento di 3 milioni di euro all’anno, importo pari a quello garantito in precedenza – ritenendola in linea con la normativa sugli aiuti di Stato.

Lo schema di sostegno, rivolto in particolare a Mto (Multimodal Transport Operator) e imprese ferroviarie, prevede che i beneficiari applichino a favore dei propri clienti finali “una riduzione delle tariffe pari all’ammontare del contributo”.

Secondo quanto chiarito in passato dalla stessa Provincia, il contributo verrà concesso per ogni unità di trasporto movimentata sulla tratta Brennero-Salorno, e non si applicherà ai “viaggi a vuoto del materiale ferroviario”.

supplychainitaly.it

L’intervento del Presidente Legnani presso la Conferenza ALDAI – Ordine Ingegneri del 14 febbraio

Guarda gli interventi dei relatori

La Commissione europea ha approvato il piano della Germania da 1,1 miliardi di euro per compensare gli operatori del trasporto ferroviario che utilizzano la trazione elettrica nel contesto del recente aumento dei prezzi dell’elettricità. È quanto fa sapere l’esecutivo comunitario in una nota. La misura contribuirà a garantire che il settore ferroviario rimanga competitivo preservando al contempo le prestazioni ambientali delle ferrovie elettriche, in linea con gli obiettivi della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente della Commissione e del Green Deal europeo.

L’aiuto assumerà la forma di riduzioni mensili delle bollette dell’elettricità degli operatori del trasporto ferroviario di merci e passeggeri. I fornitori di energia elettrica saranno quindi rimborsati dallo Stato tedesco solo per il sostegno economico fornito agli operatori del trasporto ferroviario. Il regime coprirà l’elettricità consumata tra il primo gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023.

“Questo piano da 1,1 miliardi di euro – ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Margrethe Vestager – consentirà alla Germania di supportare la trazione elettrica che rappresenta una modalità di trasporto più sostenibile a livello ambientale. Aiuterà la Germania a realizzare i propri obiettivi nell’ambito del Green Deal europeo riducendo, allo stesso tempo, i crescenti costi dell’elettricità per gli operatori dei trasporti e apportando benefici ai passeggeri”.

Lastampa.it

Verso un decreto infrastrutture per regolamentare gli interporti. Lo ha annunciato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, nel corso di un evento ad Ancona per celebrare i 120 anni delle Frittelli Maritime Group.

Secondo Rixi, il decreto darà linee guida per integrare i flussi di traffico nelle varie intermodalità, creando ridondanze e direttrici prevalenti sulle merci e realizzando anche l’integrazione reale della rete. Il trasporto ferroviario, che in Italia ha sempre puntato più sui passeggeri che sulle merci, dovrà essere ripensato in parte.

Una regolamentazione nazionale e prospettica degli interporti

Il vice ministro ha anche sottolineato l’importanza di evitare che la crescita dei porti-città come Ancona comporti esternalità negative che ricadano sulla cittadinanza, rischiando di bloccare opere importanti a livello nazionale.

Rixi ha infatti sottolineato la necessità di contemperare le esigenze del porto a crescere con la tutela dell’ambiente e del territorio circostante, puntando sulla realizzazione di “ultimo miglio” ferroviari. Secondo Rixi, un governo coeso e con una visione unitaria sarà in grado di gestire l’intera situazione e di garantire una regolamentazione nazionale e prospettica degli interporti.

Trasporti-Italia.com

Il “tema infrastrutture in Italia non viene affrontato con una visione da almeno 25 anni, purtroppo fa sei accumulati ritardi e sappiamo bene che colli di bottiglia nel nostro sistema infrastrutturale ci sono nelle Marche e in varie altre aree del Paese”. Così il vice ministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi che ha partecipato nel pomeriggio al Teatro delle Muse ad Ancona alla celebrazione per i 120 anni della Frittelli Maritime Group, azienda storica del settore marittimo con 100 milioni di euro di fatturato e 600 dipendenti.

Sulle infrastrutture, ha insistito Rixi, “bisogna dare delle risposte immediate, in parte lo abbiamo fatto ad esempio con i tavoli creati al ministero sui cantieri autostradali”; “purtroppo quando si interviene su opere in esercizio qualsiasi lavoro viene fatto – ha ammesso il vice ministro – ha la conseguenza di disagi e aumento di pericolosità della circolazione stradale. Rivedremo in parte alcune norme ma dobbiamo anche pensare al futuro”. Rixi ha parlato di “terza corsia” A14″ ma anche di “pensare di cambiare alcune regole ai concessionari per poter avere opere nei prossimi anni di carattere autostradale e guardare anche la viabilità statale”.

Il vice ministro ha auspicato “un’accelerazione da parte di Anas del completamento di alcune opere che potrebbero consentire di dirottare alcuni flussi di traffico”. C’è poi il tema “dorsale ferroviaria che è importante e siamo in una delle arterie trainanti del paese da nord a sud: su questo come ministero – ha ribadito – continueremo a insistere devono messe a regime un ‘ferro-bonus’ e un ‘mare-bonus’ per consentire di portare gran parte del traffico pesante su ferrovia e su mare dove grazie al cielo basta mettere una linea di navigazione. Quando si lavora – ha concluso – dobbiamo avere la capacità di svuotare alcune arterie altrimenti la difficoltà di riuscire a fare interventi importanti di riqualificazione in tempi celeri diventa un’impresa praticamente impossibile”

ANSA

La filiale italiana del gruppo ferroviario francese studia tre nuove rotte con l’Europa.

Ordine per otto locomotori ad Alstom: investimento da 32 milioni di euro.

Ricavi record e nuovi investimenti Dopo il biennio 2020-2021 di sostanziale stasi dei traffici, dovuta all impasse causata dal Covid, nel 2022 il gruppo Captrain Italia è tornato a crescere e a superare ampiamente i risultati pre-pandemia del2019. Nell anno appena trascorso, la filiale italiana delle ferrovie statali francesi Sncf ( Société nationale descheminsde fer francais) ha toccato un record di circa 120 milioni di euro di fatturato, con una crescita rispetto al 2021 di oltre il 15%, confermandosi il secondo operatore italiano del settore ferroviario cargo alle spalle dell ex monopolista Mercitalia (Gruppo Fs) e davanti a Cfi- Compagnia ferroviaria italiana. Attualmente, Captrain vanta in Italia una quota di mercato dell 11,4% (espressa in treni chilometro). Esiti incoraggianti anche a livello finanziario: nel 2022ilrisultato netto del gruppo presenta un leggero utile dopo due anni contrassegnati da numeri negativi. Captrain Italia dispone di una flotta di oltre 60 locomotori con una forza lavoro di 530 dipendenti: macchinisti, personale di verifica e manovratori.

I risultati del 2022, spiegano fonti del gruppo di Assago (Milano), sono stati ottenuti nonostante alcune difficoltà operative e di sistema non indifferenti. Dice Mauro Pessano, amministratore delegato della società: «Il 2022 è stato segnato dall’aumento esponenziale dei costi dell’energia che hanno fatto crescere in maniera importante i pedaggi di Rfi. A tali difficoltà si è aggiunta la cancellazione, da parte del governo italiano, di numerosi sussidi precedentemente erogati per il trasporto ferroviario, caso pressoché unico in una Europa che, quantomeno come obiettivo a parole, vuole invece trasferire su ferro quote importanti di trasporto attualmente ancora su strada. I nostri competitor internazionali sottolinea Pessano possono invece contare su sconti sulle tracce che al sistema Italia sono stati progressivamente ridotti, per non dire quasi cancellati». Nel corso del 2022, Captrain Italia ha consolidato la sua vocazione internazionale, avviando nuovi servizi di trasporto verso Nord ed Est Europa. La filiale italiana di Sncf si è confermata dunque operatore di riferimento ai valichi di frontiera di Domodossola (per la Svizzera) e Villa Opicina (per la Slovenia), oltre naturalmente, a quelli di Modane e Ventimiglia (entrambi per la Francia) e ha incrementato i propri servizi attraverso il valico del Brennero (per l’Austria). Per quanto riguarda invece le merceologie trasportate, l’impresa ferroviaria franco italiana ha mantenuto il primato nel settore delle merci pericolose ed ha incrementato le proprie quote di mercato nella siderurgia e nell’intermodale. Dice ancora Pessano: «La sfida per il 2023 è continuare e migliorare il nostro percorso di crescita, in linea con il piano industriale, che contempla importanti investimenti: sono state ordinate 8 nuove locomotive Traxx fabbricate da Alstom (ex Bombardier) che arriveranno nel 2024, oltre alle 5 che ci saranno consegnate già nel corso di quest’anno». L’investimento per gli 8 nuovi locomotori sarà di 32 milioni di euro. Inoltre, sempre nel corsodel2023, Captrain Italia prevede di lanciare tre nuovi collegamenti internazionali tra l’Italia e l’Europa.

 Il Sole 24 Ore

Captrain Italia, filiale della compagnia ferroviaria merci controllata dalla francese Sncf, ha chiuso il bilancio del 2022 con un fatturato di circa 120 milioni di euro, pari a un aumento di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Supera anche il valore prepandemico, ossia quello del 2019, e si pone alle spalle di Mercitalia. Il bilancio presenta anche un leggero utile, nonostante il forte aumento del costo dell’energia subito lo scorso anno e dopo due anni in rosso a causa della pandemia di Covid-19.

In una nota, la società commenta che nel 2022 ha raggiunto “un traguardo di un certo rilievo, tagliato nonostante alcune difficoltà operative e di sistema non indifferenti: i primi mesi dell’anno passato sono infatti stati caratterizzati dalla decisione di Ansfisa di limitare la velocità dei convogli su cui viaggiavano carri con suole sintetiche, una misura altamente penalizzante che ha imposto un dispendio di mezzi e personale quasi doppi rispetto al preventivato”.

Oltre all’aumento dell’energia, che ha provocato un aumento dei pedaggi di Rfi, nel 2022 “si è aggiunta la cancellazione – da parte del Governo italiano – di gran parte dei sussidi precedentemente erogati per il trasporto ferroviario, caso pressoché unico in una Europa che (quantomeno come target a parole) vuole invece trasferire su ferro quote importanti di trasporto attualmente ancora su gomma”.

L’amministratore delegato di Captrain Italia, Mauro Pessano, spiega che “il risultato positivo nel 2022 deriva essenzialmente da due componenti: il grande impegno di tutto il personale e la continua fiducia da parte dei nostri clienti. A loro va un ringraziamento particolare perché hanno compreso e accettato variazioni ai contratti in essere per affrontare insieme il problema serio del ‘caro energia”. Egli aggiunge che “purtroppo, dalle istituzioni italiane non abbiamo avuto lo stesso supporto, visto che i nostri competitor internazionali possono invece contare su sconti sulle tracce che al sistema Italia sono stati progressivamente ridotti, per non dire quasi cancellati, e con importanti ritardi nella tempistica della loro erogazione”.

Nel 2022, la compagnia ha potenziato i collegamenti internazionali, attivandone di nuovi per l’Europa settentrionale e orientale. I suoi treni viaggiano attraverso i valichi di Domodossola per la Francia, Villa Opicina per la Slovenia, Modane e Ventimiglia per la Francia e Brennero per l’Austria. Nel corso dell’anno, ha mantenuto la sua forte posizione nelle merci pericolose e ha aumentato le quote di mercato nel siderurgico e nell’intermodale.

Nel 2023, Captrain Italia vuole continuare a crescere, grazie anche a cinque nuovi locomotori Alstom Traxx 494LM che arriveranno entro la fine dell’anno e cui se ne aggiungeranno otto nel 2024. Pessano afferma che la società aumenterà l’efficienza con l’obiettivo di ridurre i costi, “senza però intaccare la forza lavoro, che è il nostro maggiore patrimonio”.

TrasportoEuropa.it