Il trasporto merci su rotaia è stato esposto ad aumenti senza precedenti dei costi energetici e si è trovato di fronte a una situazione difficile a causa dei lavori infrastrutturali in corso in tutta la rete europea. Alcuni successi sono stati raggiunti, ma occorre fare di più per indirizzare il trasporto merci ferroviario sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi di trasferimento modale stabiliti nella strategia europea per una mobilità sostenibile e intelligente.

Dall’esperienza del forum FerCargo è nata la confederazione del Cargo Ferroviario, a cui aderiscono le associazioni FerCargo, FerCargo Manovra, FerCargo Terminal e Assorotabili.

La Confederazione porterà avanti le istanze di sviluppo del settore ferroviario del trasporto merci che coinvolgono le Imprese Ferroviarie e i costruttori, gli operatori di manovra ferroviaria e i terminalisti: consolidata la liberalizzazione del settore,  l’incremento dei volumi trasportati su ferrovia dipenderà dallo sviluppo integrato delle infrastrutture e delle politiche di sostegno del processo di riequilibrio modale nell’ottica degli obiettivi strategici di sostenibilità ambientale ed economica.

Fonte: Ferpress

E’ nata la nuova confederazione del Cargo Ferroviario. Vi aderiscono le associazioni FerCargo, FerCargo Manovra, FerCargo Terminal e Assorotabili. 

La Confederazione porterà avanti le istanze di sviluppo del settore ferroviario del trasporto merci che coinvolgono le imprese ferroviarie e i costruttori, gli operatori di manovra ferroviaria e i terminalisti.

La Confederazione è raggiungibile al sito www.confercargo.it e possono aderirvi le associazioni di categoria interessate.

“Consolidata la liberalizzazione del settore, l’incremento dei volumi trasportati su ferrovia dipenderà dallo sviluppo integrato delle infrastrutture e delle politiche di sostegno del processo di riequilibrio modale nell’ottica degli obiettivi strategici di sostenibilità ambientale ed economica”, scrive in una nota FerCargo.

Fonte: Trasporti-Italia.com

Considerata l’elevata domanda, a RFI sono stati assegnati 24,7 miliardi di fondi PNRR per ridisegnare il trasporto ferroviario nel rispetto dell’ambiente.

Sono 24,7 i miliardi assegnati a Rfi per ridisegnare il trasporto nel rispetto dell ambiente con i fondi Pnrr

Per la natura del loro business le Ferrovie dello Stato Italiane sono in prima fila nella transizione ecologica italiana. Ogni merce o passeggero che passa dalla gomma alla rotaia contribuisce infatti a diminuire le emissioni di anidride carbonica. Ed è proprio per questo motivo che il gruppo Fs, guidato da Luigi Ferraris, è in prima linea per realizzare i progetti del Pnrr nel quadro del rilancio italiano per la mobilità, con 25,78 miliardi di fondi, di cui 24,7 miliardi assegnati a Rfi per ridisegnare il trasporto in chiave sostenibile e conseguire l obiettivo di Ferrovie dello Stato Italiane: raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, anticipando di dieci anni gli obiettivi europei che prevedono il target di zero emissioni nel 2050.

Per realizzare il suo ambizioso programma di sviluppo della rete ferroviaria, Fs ha scelto anche gli strumenti di finanza sostenibile, in particolar modo i green bond e le operazioni di finanziamento sustainability linked. Questi prodotti garantiscono un vincolo di destinazione dei proventi verso progetti sostenibili oppure impegnano l’azienda al raggiungimento di determinati obiettivi, incrementando la trasparenza nei confronti degli stakeholder attraverso la rendicontazione delle modalità di impiego dei fondi ricevuti, dei target Esgraggiuntie degli impatti ambientali e sociali dei progetti finanziati. Nel dettaglio Fs ha emesso sei green bond. L ultimo in ordine di tempo risale allo scorso risale allo scorso settembre: ha un valore nominale di 1,1 miliardi di euro e scadenza aprile 2027 erappresentail più grande collocamento mai realizzato fino ad oggi dalla società controllata al 100%dal ministero dell Economia e delleFinanze (Mef). Un operazione che ha avuto anche un altro primato, quello di ampliare i progetti finanziabili tramite green bond includendo, oltre all acquisto di nuovi treni ultima generazione per l alta velocità in Italia e in Spagna (dove il 25 novembre debutterà il Frec-

ciarossa), di nuovi treni regionali, di nuove locomotive e carri per il trasporto merci, anche investimenti relativi all infrastruttura ferroviaria.Per la prima volta è stato infatti incluso tra i progetti finanziabili tramite green bond il completamento della rete alta velocità TorinoMilano Napoli gestita da Rfi, capofila del polo infrastrutture del gruppo Fs.

1 sei green bond emessi dal 2017adoggi -incluso il primo greenbondmai sottoscritto dalla Bei (da350milioni di euro) -permettonodicoprire tutto il business ferroviariodel gruppo, contribuendo ad abbatterele emissioni di anidride carbonicae ad agevolare lo shift modaledal mezzo privato al treno. Perquantoriguarda i criteri Esg Fs haricevutola valutazione ” Advanced”nel rating Moody s Esg Solutions,”B” nel rating Carbon DisclosureProject sui temi climatici e”A” sullo scoring relativo al coinvolgimentofornitori su tali temi.

Nel luglio 2022 Fs ha inoltre sottoscritto l ampliamento da 2,5 a 3miliardi di euro della linea di credito committed e revolving stipulata nel2021, portando ad otto le istituzioni finanziarie coinvolte nel sindacato dei lenders (al pool, composto da Intesa Sanpaolo, UniCredit,

Cassa depositi e prestiti, Crédit Agricole Cib, CaixaBank e Banca Popolare di Sondrio, si sono aggiunte Bnl -Group Bnp Paribas e Banco Bpm).L ampliamento di 500 milioni di euro è avvenuto senza alterare le condizioni di pricing del contratto originario, che prevede meccanismi di revisione del margine e della commitment fee al raggiungimento di target in ambito Esg, relativi a quattro key performance indicator, che sono stati tutti raggiunti nel 2021. «Il successo dei green bond emessi dal gruppo Fs e l elevata domanda del mercato, soprattutto da parte di investitori esteri come nel caso dell ultimo green bond da1,1 miliardi di euro lanciato a settembre, rappresentano un segnale positivo per Fs e per l Italia -spiega Marco Fossataro, chief financial officer del gruppo Fs -Ciò attesta l interesse verso il gruppo e verso il piano industriale decennale, riconoscendone il ruolo strategico per lo sviluppo del Paese e della suamobilitàe anche come facilitatore della transizione energetica».

La carbon neutrality di Fs passa anche dal rinnovo della flotta per il trasporto passeggeri e merci. L ingresso di treni di nuova generazione, come per esempio il Frecciarossa 1000 per l alta velocità e i Rock,Pope Blues del trasporto regionale, incideranno significativamente sull’abbattimento di emissioni inquinanti e di anidride carbonica, nonché sull’efficientamento energetico del gruppo. Il Blues, in particolare, è un nuovo treno ibrido progettato e costruito da Hitachi Rail per Trenitalia ( gruppo Fs Italiane),che segna un importante evoluzione del trasporto ferroviario sulle linee non elettrificate perché grazie alla tecnologia ibrida, con tecnologia ibrida, con pantografoelettrico e batterie, è un treno con prestazioni all avanguardia ancora più sostenibile per il ridotto impatto ambientale e per la maggiore attenzione sociale essendo il primo convoglio regionale che può essere attrezzato per offrire alle famiglie un area dedicata interamente ai bambini.

Relativamente al 2022, l’analisi mostra inoltre un ulteriore forte aumento dei costi dei fattori produttivi, dopo quello del 2021, in particolare per energia e carburanti

Il mercato della logistica conto terzi è cresciuto in Italia anche nel 2022, tanto che a fine anno raggiungerà quota 91,8 miliardi di euro (+2,8% sul 2021). Su questo dato pesa però l’effetto dell’inflazione, tale che guardando ai termini reali il fatturato registra invece un calo del 5,2%. Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics Gino Marchet del Politecnico di Milano, presentata oggi nel capoluogo lombardo.

L’indagine mostra anche una forte crescita della terziarizzazione, con il ‘conto terzi’ che è stato pari (nel 2020 però, ultimo anno con dati disponibili a consuntivo) al 43,6% del totale (50,7 miliardi di euro sui complessivi 116,4 miliardi), in aumento dunque sul 43,1% del 2019. Questa tendenza è stata accompagnata da una parallela riduzione del numero di operatori del settore (-2,1%), per un totale di 84.500 imprese (30mila in meno rispetto al 2009), in particolare a causa del consolidamento osservato nell’autotrasporto.

“La logistica oggi è il settore che guida la ‘sfida della capacità’” ha commentato il Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Marco Melacini, evidenziando come il recupero di questa stessa capacità si potrà avere facendo leva su soluzioni intangibili, ad esempio “nella ricerca di “nuovi equilibri, nella valutazione degli investimenti necessari a introdurre soluzioni di Logistica 4.0 o di efficienza energetica, nella trasformazione dei processi e dei network logistici, nel potenziamento della collaborazione fra gli attori della filiera”. In questo senso, l’ambito che ha più sofferto è stato quello del trasporto, tanto che il 96% delle aziende ha evidenziato di avere modificato l’impostazione della relazione mittente-destinatario-fornitore di servizi logistici rispetto a contratti, pianificazione, visibilità e processi.

Relativamente al 2022, l’analisi mostra inoltre un ulteriore forte aumento dei costi dei fattori produttivi, dopo quello del 2021, in particolare per energia e carburanti, mentre come visto i noli da qualche mese a questa parte stanno vivendo un vertiginoso crollo. Nel dettaglio, quello del diesel è aumentato del 13%, quello dell’energia elettrica del 13,5%, i canoni di locazione hanno segnato un +3%, mentre sono proseguiti gli adeguamenti di costi del lavoro previsti dal Ccnl, per circa un +1,5% all’anno.

Il nuovo Transport Index, elaborato dall’Osservatorio per monitorare l’andamento mensile del mercato, evidenzia per l’ambito contract un grande aumento dei costi di trasporto in tutto il 2022, con due impennate a marzo (+5,1% rispetto a gennaio) e giugno (+8,7%), e il picco a luglio (+9,2%). Aumenti dovuti soprattutto alla componente fuel, ma anche alle condizioni di mercato e alla mancanza di equilibrio tra domanda-offerta. L’andamento della curva di acquisto spot ha prevedibilmente valori ancora più elevati.

“Le sfide dei fornitori di servizi logistici – ha commentato al riguardo Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics – si rispecchiano nelle numerose operazioni di M&A, che nel panorama internazionale vedono affermarsi grandi player caratterizzati da un alto livello di integrazione verticale e un ampliamento dei servizi. Per i Top Player aumenta il valore degli investimenti e delle immobilizzazioni, crescono i valori del Capex rispetto al fatturato e dell’incidenza del costo del lavoro diretto sul fatturato”.

L’analisi dell’Osservatorio si è infine concentrata sul tema della Logistica 4.0, considerata un elemento chiave anche per recuperare capacità operativa.

La ricerca ha evidenziato che le aziende italiane si stanno concentrando principalmente su soluzioni di Digitization (tecnologie per la raccolta e la gestione di informazioni digitali). Il 72% di loro ha realizzato almeno un progetto in questo ambito, tra tablet ai varchi di accesso, sistemi RFId o sensori che raccolgono dati in modo automatico e li inviano a un sistema informativo, API per scambiare dati tra sistemi informativi diversi, blockchain per notarizzare i dati raccolti, consentendo la certificazione delle informazioni. Segue per livello di interesse (32%) la Automation, con lo sviluppo di soluzioni quali magazzini dotati di sensoristica avanzata o flotte di mobile robot per la movimentazione dei materiali. Il 14% delle imprese, quindi, ha avviato progetti di Analytics (soprattutto casi pilota) quali software big data che, nei casi più avanzati, consentono di aggregare e organizzare moli di dati, produrre previsioni con artificial intelligence o simulazioni basate su dati real-time, applicare concetti di digital twin al processo logistico per valutare diversi scenari.

“La Logistica 4.0 in questi anni è diventata sempre più pervasiva nelle realtà aziendali e presenta oggi tecnologie mature per una diffusione su larga scala, ma per creare davvero valore le aziende devono combinare l’utilizzo dei tre pilastri del paradigma 4.0, Automation, Digitization e Analytics, con la trasformazione contestuale dei processi” ha concluso il Ricercatore dell’Osservatorio Emilio Moretti, rilevando inoltre come l’analisi mostri una maggiore diffusione delle tecnologie di Automation e Digitization, mentre il ricorso alle Analytics per le imprese italiane sia spesso successivo alla riprogettazione del processo.

Fonte: supplychainitaly.it

L’11 novembre 2022 una delegazione di Confetra ha incontrato a Palazzo Chigi la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

La confederazione del trasporto ha chiesto un “robusto intervento” sul cuneo fiscale e contributivo a vantaggio di lavoratori e imprese. Dopo l’incontro, il vice-presidente Alessandro Pitto ha dichiarato che Confetra è favorevole ai provvedimenti del Decreto Aiuti Quater in materia di energia, mostrando però “qualche perplessità sull’elevazione a tremila euro della soglia esentasse dei fringe benefit che le aziende possono concedere ai dipendenti, in quanto paradossalmente rischia di innescare un periodo di tensioni sociali che in questo momento sarebbe devastante”.

Pitto spiega che “sarebbe assurdo infatti che le imprese di un settore come quello della logistica che durante la pandemia per senso di responsabilità hanno accettato di rinnovare il Ccnl siano messe sotto pressione con nuove richieste economiche soprattutto a ridosso delle festività natalizie”. Piuttosto, aggiunge, bisogna attuare “interventi straordinari ma immediatamente fruibili come ad esempio la detassazione delle tredicesime”.

Fonte: trasportoeuropa.it